Anfiteatro Romano

L'Anfiteatro, probabilmente risalente alla fine del II secolo dopo Cristo, si inserisce in una valletta naturale alle pendici occidentali del colle di Buon Cammino. I costruttori adattarono le caratteristiche del terreno alla configurazione dell'edificio, intagliando le gradinate nel banco roccioso ed utilizzando il materiale di risulta per ottenere il piano dell'arena. Nell'aspetto attuale l'Anfiteatro è privo della monumentale facciata meridionale, che doveva superare i 20 metri di altezza, nonché del settore diametralmente opposto in cui corridoi e gradinate dovevano sormontare la stretta gola rocciosa. Per secoli furono asportate le gradinate ed utilizzate come materiale da costruzione; solo alla metà del secolo scorso il Comune ne acquisì l'area affidandone gli scavi al Canonico Giovanni Spano.

A quei tempi l'arena si presentava completamente interrata, e così i corridoi dei livelli inferiori. Gli scavi restituirono, oltre che monete ed altri reperti, una gran quantità di sottili lastre di marmo, prova evidente che i gradini erano rivestiti di materiale pregiato. Anche nel monumento cagliaritano, come in altri Anfiteatri, le gradinate sono divise in ordini diversi, riservati a differenti classi sociali che vi accedevano da distinti passaggi. Sul piano dell'arena, è presente un lungo corridoio, su cui si affacciavano i vani che custodivano gli animali. Altri ambienti, sotto tale piano, servivano probabilmente a contenere macchinari necessari al cambio di scena durante le rappresentazioni. L'Anfiteatro di Cagliari aveva una capienza stimata di circa diecimila spettatori, i quali potevano assistere a lotte tra uomini e belve feroci (venationes) all'esecuzione di sentenze capitali e a combattimenti all'ultimo sangue tra gladiatori (munera). Dal fondo dell'arena, un corridoio tuttora percorribile, lungo m. 95, attraversa il banco roccioso e conduce alla visita di una grande cisterna sotterranea, ubicata nell'Orto dei Cappuccini.

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